Etna sotterranea: percorsi tutti da scoprire

etna sotterranea le grotte laviche

Un mondo sotterraneo, imbiancato da stalattiti e pozze di neve perenni, in misteriosi tunnel naturali di straordinaria bellezza.

Quando erutta il Monte Etna, i catanesi per le strade, nelle piazze, o anche solo dai balconi si fermano ad ammirare quel brontolio color del fuoco della loro Muntagna emette.
Centinaia di persone a naso in su (e smartphone in mano) si stupiscono ogni volta come fosse la prima, di quel pennacchio rosso che adorna la testa e il tronco del vulcano.

Senza paura, mai.

Nonostante sia innegabile che di danni ne abbia causati, e anche parecchi, accade qualcosa di strano per cui durante un’eruzione dell’Etna siano i catanesi per primi a volersi avvicinare al vulcano, a volerselo sentire sotto i piedi e vedere da vicino la lava.
Così non è raro che si facciano delle escursioni last minute durante la notte: si prende l’auto e si va a vedere la colata da vicino, talmente emozionante che passa ogni paura.
Questo tipo di atteggiamento, certo, non è dei più raccomandabili e noi per primi non lo consigliamo, in special modo in assenza di una guida esperta.
Ma è ciò che accade, e ve lo raccontiamo per darvi una misura di quanto bello possa essere vedere dal vivo una colata lavica.

Quello che però non è molto noto ai più, specie alle persone che si approcciano per la prima volta a un’escursione sull’Etna, è il suo meraviglioso mondo sotterraneo.
Le colate laviche, infatti, durante il loro passaggio nelle viscere del vulcano, creano delle meravigliose gallerie sotterranee e delle altrettanto belle grotte vulcaniche.

Speleologi o no, queste bellezze vi lasceranno senza fiato.

Il fenomeno della creazione dell grotte vulcaniche, spiegato in maniera scientifica, corrisponde alla formazione di cavità originate da processi di scorrimento e raffreddamento della lava.
A seconda di come si sono generate, se ne distinguono almeno più tipi, tra cui i principali sono:

  • cavità ad andamento verticale: si tratta di pozzi o camini profondi anche centinaia di metri che si formano per il drenaggio delle fessure da cui fuoriesce il magma (fessure eruttive);
  • cavità pneumatogenetiche: formate  invece per l’espansione di bolle di gas intrappolate all’interno della colata;
  • grotte reogenetiche o tunnel di scorrimento lavico: hanno uno sviluppo prevalentemente planare, con un andamento grosso modo parallelo alla superficie esterna della colata.

Queste ultime sono lunghe anche svariati chilometri, e si formano o perché si raffreddano gli argini della colata (con relativo rallentamento della dispersione termica nella parte centrale), oppure per straripamento del canale di lava, con la relativa costruzione di un tetto ad arco.
Qui di seguito vi andiamo a elencare alcune due delle grotte più belle che potrete trovare percorrendo le viscere dell’Etna.

Etna versante sud. La grotta dei tre livelli

Si trova a Zafferana Etnea (ingresso a 13 km dal paese), ed è stata scoperta per puro caso nel 1964, durante la costruzione della strada provinciale che dal paese porta al Rifugio Sapienza.

Gli studi effettuati in seguito alla scoperta, hanno datato 1792-93 la Grotta dei tre livelli, chiamata perché nel suo tratto iniziale, al di sopra della galleria principale, si stendono, in parallelo, altri due piccoli condotti secondari;  alla scoperta, infatti, il movimento della ruspa impiegata nei lavori di costruzione della strada provinciale fece crollare il tetto della grotta in un punto, inizialmente esplorato per la lunghezza di circa 500 metri, nel quale essa si suddivideva in ben tre gallerie sovrapposte.
Da qui il nome che le fu attribuito inizialmente e con cui ancora oggi è chiamata.

Purtroppo dei “tre livelli” solo  l’ultimo, quello più basso, è il vero e proprio tunnel di scorrimento. Tuttavia, nel tratto a valle che porta alla fine della grotta, vi è una separazione costituita da un breve diaframma di lava, dove si trova un’altra grotta denominata KTM, della lunghezza di circa 650 metri, e fa parte dello stesso sistema tubo di scorrimento lavico.

Ritornando al terzo livello, ossia alla grotta principale, è bene sapere che durante due successive spedizioni speleologiche (1989-90) si è riusciti a rimuovere gli accumuli di detriti che sembravano chiuderla a monte e ad aprire dei varchi che hanno consentito di risalire ancora più a monte e di giungere fino all’effettiva conclusione del suo percorso, che adesso si snoda per un totale di circa 1200 metri, facendone la seconda grotta dell’Etna per estensione, situata a 1900 metri d’altezza.

Il tunnel principale si può percorrere abbastanza agevolmente, fatti salvi alcuni punti in cui la in cui si sarà costretti a camminare carponi per via dell’abbassamento della volta, e ad esclusione del tratto finale che è molto ripido. È necessario tenere presente, inoltre,  che il vecchio ingresso, quello scoperto casualmente, comporta un salto iniziale di circa 7 metri e può essere fatto solo con le giuste attrezzature.

Più agevole risulta invece l’ingresso a monte, che si trovano orientativamente nel punto esatto in cui i detriti crollati non permettevano inizialmente di spingersi oltre.

Che siate speleologi o no, quel che troverete all’interno di questa grotta è interessante per chiunque e una buona guida potrà aiutarvi a percorrerla oltre che a conoscerla. Scoprite qui il tour speleologico delle grotte dell’Etna.

La Grotta Petralia.

Un’altra esperienza sotterranea magica che potrete fare, è quella di visitare la Grotta Petralia in compagnia delle nostre guide. Questa non si trova sull’Etna, ma è una grotta urbana situata nella zona nord di Catania, il che rende l’esperienza ancora più interessante.

Si tratta infatti della più grande galleria di scorrimento lavico dell’Etna situata a bassa quota; La grotta, infatti,  lungo il suo sviluppo ha una larghezza variabile che in alcuni punti supera i 5 metri. L’altezza non è uniforme, varia da qualche decina di centimetri sino  a toccare in alcuni punti l’altezza di 2 metri e 50.
Con i suoi 400 metri di lunghezza, resta tutt’oggi la maggiore tra le grotte etnee a bassa quota e risulta non avere quasi subito danni dal momento del suo abbandono in età preistorica; questa comprende un’unica galleria articolata in diverse sale e corridoi, con strettoie e crolli nella sua estensione con un ramo secondario di difficile accesso. Le suddivisioni della grotta hanno una corrispondenza con i diversi usi cui fu adibita nella preistoria.
Si tratta infatti di una cavità ricca di testimonianze millenarie soprattutto dell’età del Bronzo antico, quali vasi, sepolture con scheletri umani, recinti, utensili.

Se volete approfondire la storia, le caratteristiche morfologiche, e vedere le nostre immagini esclusive, visitate da qui il sito web dedicato alla Grotta Petralia Etna Tour.

 

29 Giugno 2019
Luigi Marino

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