Catania e i suoi misteri: Il liotru e le leggende sulla Cattedrale e tanto altro!

Cosa ci fa un enorme elefante proprio al centro di Catania? Qual è la verità sulle leggende che circolano sulla Cattedrale? Questi e altri sono i misteri della città etnea.
Scopriamoli insieme

A Catania non si respira un unico ambiente, ma tantissimi. Ogni via, vicolo o piazza ha la sua precisa fisionomia, dettata dalla sua architettura e dai suoi abitanti, e che cambia moltissimo da una zona all’altra.

L’aspetto, se vogliamo chiamarlo “esoterico”, è visibile solo a un occhio attento e interessato; l’energia della città etnea straripa nelle sue strade e piazze attraverso luoghi e persone, completamente diversi gli uni dagli altri.

Piazza Duomo, e il suo Liotru (chiamato così per via della leggenda di Eliodoro, di cui vi parleremo più avanti), per fare un esempio, è un pamphlet di culture e ceti sociali diversi che si incontrano senza scontrarsi. I turisti ammirano il mix di culture e tradizioni presenti in questo luogo magico: i ragazzi che si incontrano e danno vita alla piazza, i giocolieri, gli stranieri che arricchiscono il luogo con i loro usi e costumi.

Al centro di Catania, esattamente a piazza Duomo, troneggia un enorme elefante nero come l’Etna. Protagonista di migliaia di scatti fotografici dei turisti incuriositi, il pachiderma veglia sulla piazza ed è diventato simbolo della città, nonostante a primo impatto non sia del tutto intuitivo spiegarsi il perché un animale “esotico” come questo sia simbolo di una città in cui è difficile incontrarlo!

Aggiungiamo, inoltre, che il vero simbolo della città sarebbe la fenice, che nasce e risorge dalle sue ceneri, esattamente come Catania che convive con  il suo adorato vulcano.
La fenice, per l’appunto, si trova scolpita sotto l’arco settecentesco di Porta Ferdinanda (oggi porta Garibaldi) insieme al motto della città “melior de cinere surgo” (risorgo sempre più forte dalle mie stesse ceneri); nessuna metafora più azzeccata per una città più volte distrutta da assedi, terremoti, eruzioni vulcaniche, bombardamenti ma sempre rinata più bella e fiorente di prima, oltre che adorata dai suoi cittadini.

Rimane comunque lecito chiedersi: che cosa c’entrano gli elefanti con Catania? E perché l’elefante si chiama Liotru?

Un catanese rimarrebbe forse stupito sapendo che scavi e ritrovamenti confermano la presenza di elefanti nani nel territorio nell’antichità!
Pare infatti che questi piccoli pachidermi non fossero affatto inconsueti nel territorio etneo, sebbene il ritrovamento successivo dei loro crani, con il foro centrale atto al passaggio della proboscide, abbia dato luogo men che meno che alla leggenda dei ciclopi (che però, tranquilli, non esistevano!).

Se poi vi state chiedendo il perché del nome del Liotru, questo come accennavamo prima si rifà alla storia di Eliodoro, che visse proprio a Catania nell’VIII secolo.
Pare che questo personaggio, aspirasse a diventare vescovo della città, e non riuscendo nel suo intento, iniziò a manifestare il suo malcontento nei confronti  della Chiesa, disturbando le funzioni religiose con la magia, fatto che incuriosiva molto i fedeli che iniziavano a credere ai suoi poteri.
Una delle più potenti manifestazioni magiche, che restò nella leggenda della memoria popolare, fu quella di salire in groppa all’elefante di pietra lavica riuscendo ad animarlo e a farlo correre tra lo stupore della folla! Per questo motivo l’elefante assunse il nome di “u cavaddu di Liotru” (il cavallo di Eliodoro).

Che dire poi delle leggende che circolano intorno alla Cattedrale che conserva le spoglie mortali di Sant’Agata? Quali sono vere e quali no?

La maggior parte delle leggende vede come protagonista il sacello, ossia il luogo dove è conservato il busto reliquiario e lo scrigno.

La prima leggenda è quella che sostiene che questo ambiente abbia sette porte e un fiume sotterraneo, quando invece sono solo due: quella esterna, aperta il 4 febbraio dal capovara assieme agli esponenti del Comune, e poi una seconda porta di ferro, e non vi è traccia di fiumi!

La seconda leggenda, riguarda un fantomatico ascensore, che ahinoi non esiste in quanto la reliquia e lo scrigno vengono spostati con l’ausilio di un semplice carrellino.

Veniamo adesso ai passaggi segreti, questi esistono, ma in realtà non erano inconsueti nelle costruzioni normanne, visto anche che le costruzioni non rispettavano le nostre norme, e cioè con passaggi e vie ordinate con scale.
Si tratta precisamente di percorsi che portano dalla Cattedrale al Campanile, e  un percorso che era utilizzato anticamente dal Vescovo per non attraversare la Cattedrale dall’esterno, che parte appunto dalla Cappella della Madonna e ci conduce nell’allora abitazione del religioso.

Altri luoghi per “intenditori” del mistero!

Catania, come abbiamo più volte ricordato, è una città che ha saputo “rinascere dalle sue ceneri più bella”. Uno dei simboli, forse il più calzante con questa definizione è il fiume Amenano, un “sopravvissuto”, che ha avuto non solo la capacità di preservare il suo corso nel tempo, ma lo ha fatto acquisendo il fascino di “fiume segreto”, noto solo a coloro che sono curiosi abbastanza da partire per una sorta di “caccia al tesoro” nei luoghi della città in cui fa capolino.
Si tratta infatti di un fiume sotterraneo, che spunta qua e là durante il suo percorso sotterraneo, tracciando una sorta di percorso che collega diversi punti – ed epoche – della città

Uno dei posti più suggestivi dove vederlo è sicuramente la grotta vulcanica  sotterranea, che attualmente è occupata da un locale, l’Agorà pub, quindi è possibile addirittura fare una cena in grotta con tanto di tavoli apparecchiati.

Il fiume riemerge dal sottosuolo in altri luoghi della città, le Terme Achilliane, il pozzo di Gammazita, villa Pacini, ognuno dei quali ha la sua storia da raccontare.
Il pozzo, in particolare, è un luogo visitabile e protagonista di una storia che è curioso conoscere: una fanciulla catanese di nome Gammazita, bellissima e di grande virtù, si invaghì di un soldato francese, le cui avances furono però disprezzate dalla giovane, che era già fidanzata. Proprio nel giorno del suo matrimonio, mentre Gammazita si recava come sempre a prendere l’acqua, il soldato la aggredì violentemente e la ragazza, che,intrappolata in una strada senza uscita, preferì gettarsi nel vicino pozzo piuttosto che cedere al disonore.

Come vedete, anche solo questa piccola porzione di Catania, ha un’infinità di storie da raccontare.
Abbiamo scelto di farlo anche noi, attraverso il Catania Mystery Tour che vi farà vedere con i vostri occhi tutti i luoghi di cui vi abbiamo parlato.

Scoprite di più visitando la pagina del tour!

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13 Giugno 2019
Luigi Marino

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